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SUMMARY:Quante foto ci vogliono  per raccontare una storia? (Eolo Perfido dialoga con Augusto Pieroni)
DESCRIPTION:A \nAUGUSTO PIERONI\nStorico e critico delle arti contemporanee\, curatore e saggista. Già docente di storia e critica della fotografia alle università di Roma-Sapienza e di Viterbo\, oltreché presso la Scuola Romana di Fotografia\, lo IED moda etc. Attualmente insegna discipline fotografiche autoriali presso Officine Fotografiche\, RUFA e Door. Ideatore e coordinatore del Master di fotografia autoriale “Firma Visiva” (presso Officine Fotografiche) e del Master di nudo “Il Corpo Visivo” (presso Door). Tiene conferenze\, workshop e corsi one-on-one. È autore di best seller come: Portfolio! – Costruzione e lettura delle sequenze fotografiche (2015)\, Leggere la fotografia – Osservazione e analisi delle immagini fotografiche (2003)\, Fototensioni – Arte ed estetica delle ricerche fotografiche d’inizio millennio (2000). Suoi articoli si trovano su riviste quali: Aperture (NY)\, HotShoe (London-NY)\, Eyemazing (Amsterdam)\, Muse Magazine (Milano). \nEOLO PERFIDO\nFotografo ritrattista\, il suo studio fotografico si occupa di fotografia pubblicitaria\, editoriale\, e fine art. Ha lavorato con alcune tra le più importanti agenzie di comunicazione del mondo tra le quali Leo Burnett\, United 1861\, Grey\, Saatchi & Saatchi\, JWT\, DDBI\, BBDO. I suoi lavori sono stati pubblicati su testate come il New York Times\, Communication Arts\, L’Espresso\, Panorama First\, Vision\, Vogue Russia\, GQ Russia\, Computer Arts. Tra i suoi clienti aziende come Pepsi Cola\, Samsung\, Sky Television\, Adidas\, Opel Motors\, Kraft\, Gatorade\, Symantec\, A.C. Milan\, Breil\, Oxydo\, Medusa Cinema. All’inizio della sua carriera fotografica è stato per molti anni assistente di Steve McCurry con il quale oggi collabora su decine di assignments in tutto il mondo. Ha avuto inoltre l’onore di assistere durante una serie di assignment grandi fotografi come Eugene Richards\, Elliott Erwitt e James Natchwey. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Creare è vivere due volte (Leopoldo Santovincenzo  dialoga con Mario Martone)
DESCRIPTION:MARIO MARTONE\nMario Martone è tra i più importanti registi teatrali e cinematografici italiani. Attivo per il palcoscenico dagli anni ’70\, fonda il gruppo teatrale Nobili di Rosa che poi diventerà Falso Movimento e successivamente\, dalla fusione con il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e il Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo\, nasce Teatri Uniti. L’esordio nel lungometraggio è del 1992 con “Morte di un matematico napoletano” con cui vince il Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia; seguiranno\, tra gli altri\, “L’amore molesto” tratto dal romanzo di Elena Ferrante\, “Noi credevamo”\, Il giovane favoloso dedicato a Giacomo Leopardi\, e il recente “Capri-Revolution”. Ha proseguito\, nel frattempo l’attività teatrale come direttore artistico del Teatro di Roma\, condirettore del Teatro Stabile di Napoli e\, ancora\, direttore del Teatro Stabile di Torino. L’ultima opera\, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia e visibile su Raiplay\, è una trasposizione cinematografica della commedia di Eduardo De Filippo “Il sindaco del Rione Sanità”. \nLEOPOLDO SANTOVINCENZO\nIn Rai dai primi anni ‘90\, dal 2008 coordina l’Area Programmazione editoriale del canale Rai 4 per il quale ha anche ideato il magazine Wonderland. Autore e regista di numerose produzioni televisive tra cui Felliniana (2002)\, Heimat. La macchina del tempo di Edgar Reitz (2003)\, Pasolini 1975 (2005). Ha pubblicato saggi nei volumi Guida alla letteratura noir (2019)\, La cura Shakespeare (2016)\, Riscritture. La traduzione nelle arti e nelle lettere (2013)\, Storie del Cinema Italiano (2005-2007)\, Dizionario critico dei film (Enciclopedia Treccani/Cineteca di Bologna\, 2002-2003). Nel 2016 è uscito il saggio Fantasceneggiati. Sci-fi e giallo magico nelle produzioni RAI (1954-1987) scritto con Carlo Modesti Pauer. Nel 2017 ha pubblicato per i tipi di Exòrma La balena di piazza Savoia. Fa parte dell’Associazione Kiss Me Deadly che\, da 5 anni\, realizza a Cmpobasso l’omonima manifestazione. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Lo spettacolo italiano dopo l'emergenza (Sandro Arco dialoga con Antonio Taormina)
DESCRIPTION:A \nAntonio Taormina \nTitolo di studio: Laurea magistrale\, cum laude\, in Organizzazione ed Economia dello Spettacolo presso l’Università di Bologna (relatore Lamberto Trezzini). \nAnalista culturale\, insegna  “Progettazione e gestione delle attività di spettacolo” all’Università di Bologna. E’ stato direttore dell’Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione ATER Formazione. \nE’ un componente del Consiglio Superiore dello Spettacolo del MiBACT. Autore di saggi e articoli sulle politiche e l’organizzazione in ambito culturale\, ha curato di recente il volume “La formazione al management culturale”. E’ membro del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola e del Comitato di direzione della rivista “Economia della Cultura”. \n\n\nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il ruolo della cultura per lo sviluppo dei territori (Mariantonietta  Finella dialoga con Claudio Bocci)
DESCRIPTION:A \nClaudio Bocci\, esperto di politiche culturali per lo sviluppo economico e l’innovazione sociale\, è stato direttore di Federculture fino al febbraio scorso\, ricoprendo vari incarichi tra cui quello di amministratore unico. Si è occupato delle relazioni istituzionali del Festival della Letteratura di Viaggio per la Società Geografica Italiana a Roma. E’ consigliere delegato del Comitato Ravello Lab – Colloqui Internazionali\, appuntamento annuale promosso congiuntamente da Federculture e dal Centro Universitario per i Beni e le Attività Culturali di Ravello (SA). \n\n\nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il territorio bene comune (Rossano Pazzagli dialoga con  Alberto Magnaghi)
DESCRIPTION:A \nAlberto Magnaghi\, architetto urbanista\, è Professore Emerito dell’Università di Firenze\, dove è coordinatore scientifico dell’Unità di ricerca “Progetto bioregione urbana” \nE’ presidente dell’associazione multidisciplinare “Società dei territorialisti”. \nIn qualità di fondatore della “Scuola territorialista italiana”\, ha coordinato progetti di ricerca nazionali e laboratori sperimentali per il Ministero dell’Università e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche sui temi dello “sviluppo locale autosostenibile”\, della “rappresentazione identitaria del territorio\, dell’ambiente e del paesaggio” \, del “progetto di territorio” e della ”bioregione urbana” (1986-2014). \nE’ coordinatore scientifico e progettista di diversi progetti e piani urbanistici\, territoriali e paesaggistici a carattere strategico e integrato\, fra cui il Piano di Risanamento dell’area ad alto rischio di crisi ambientale Lambro Seveso Olona (1993-97)\, il Piano del Parco minerario naturalistico di Gavorrano (1997-2000)\, il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Prato (2000-2002)\, il Piano socioeconomico e territoriale della Langa delle valli Bormida e Uzzone (2000-2005)\, il Master Plan del Parco fluviale della media valle dell’Arno (2005-2007); il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (2007-2010); le invarianti strutturali del Piano paesaggistico della Regione Toscana (2011-2013). \nE’ coordinatore e progettista per diverse municipalità di progetti e piani partecipati per la “produzione sociale” del territorio e del paesaggio. \n  \nFra le più recenti pubblicazioni : \n-A. Magnaghi\, Il principio territoriale\, Bollati Boringhieri\, Torino\, 2020 (in stampa) \n-A. Magnaghi\, Luoghi\, patrimonio\, paesaggio\, in C\, Perrone\, G. Paba (a cura di)\, Confini movimenti luoghi\, Donzelli Editore\, Bari/Roma\, 2019 \n–A.Magnaghi e G. Dematteis\, Patrimonio territoriale e coralità produttiva: nuove frontiere per i sistemi economici locali in “Scienze del Territorio” n° 6 FUP\, Firenze\, 2018 \n– A: Magnaghi\, Dalla coscienza di classe alla coscienza di luogo\, in N. Emery ( a cura di) “Automazione e teoria critica” Mimesis\, Milano 2018 \n-A. Magnaghi\, La conscience du lieu\, Eterotopia France\, Paris 2017 \n-A. Magnaghi (a cura di)\, La pianificazione paesaggistica in Italia. Stato dell’arte e innovazioni\, Firenze University Press\, Firenze 2016 \n-A. Magnaghi\, Le invarianti strutturali\, fra patrimonio e statuto del territorio\, in A. Marson (a cura di)\, La struttura del paesaggio\, Laterza\, Bari/Roma\, 2016 \n-A. Magnaghi (con A. Bonomi e M. Revelli )\, Il vento di Adriano. La comunità concreta di Olivetti fra non più e non ancora\, Derive&Approdi\, Roma\, 2015 \n-A. Magnaghi\, La biorégion urbaine. Petit traité sur le territoire bien commun\, Eterotopia France\, Paris 2014 \n\nMagnaghj\, G\, Becattini\, Coscienza di classe e coscienza di luogo: dialogo fra un economista e un urbanista\, in G. Becattini\, La coscienza dei luoghi. Il territorio come soggetto corale\, Donzelli Editore\, Roma 2015\n\n-A. Magnaghi (a cura di)\, La regola e il progetto: un approccio bioregionalista alla pianificazione territoriale\, Firenze University Press\, Firenze 2014 \n-A. Magnaghi (a cura di)\, Territorio bene comune\, Firenze University Press\, Firenze\, 2012 \n-A. Magnaghi\, Il progetto locale: verso la coscienza di luogo\, Bollati Boringhieri\,Torino\, 2010 \n\nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Steve McCurry la vita\, le mostre\, i libri (Mariantonietta Finella dialoga con  Biba Giacchetti)
DESCRIPTION:A \nBiba Giacchetti nasce a Roma\, studia a Parigi\, si laurea in giurisprudenza e lavora molti anni nel campo della comunicazione. \nA partire dal 1997 si dedica alla grande fotografia d’autore e nello stesso periodo ha l’occasione di conoscere personalmente Elliott Erwitt \, che diventerà per lei mentore e maestro. \nNel 2002 fonda con Giuseppe Ceroni Sudest57 \, centro di eccellenza per l’ideazione di progetti di fotografia d’autore e dal 2009\, anno della prima mostra con Steve McCurry \, si occupa di progetti corporate e installazioni espositive dedicati alle aziende e al settore culturale e segue le acquisizioni di stampe fine art per collezionisti privati e pubblici. \nAd oggi è la curatrice delle mostre fotografiche di maggior successo di pubblico in Europa e in Italia\, dove le sue mostre di Steve McCurry hanno superato il milione di visitatori. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:La pasionaria: tra cinema\, teatro e impegno civile (Serena Marinelli dialoga con Caterina Murino)
DESCRIPTION:A \nVenerdì 12 giugno 2020 ore 19\,00\nLa Pasionaria: tra cinema\, teatro e impegno civile\nSerena Marinelli dialoga con Caterina Murino \nCaterina Murino. Attrice e showgirl\, dopo l’esordio nel 2002 al cinema con Nowhere di Luis Sepúlveda\, nel 2004 si trasferisce a Parigi. In questo periodo partecipa come coprotagonista ne Il bandito corso\, con Jean Reno e Christian Clavier\, che la rende nota al pubblico francese. Nel 2006 viene scelta per interpretare la Bond girl Solange nel film Casino Royale. Dopo questa esperienza\, recita principalmente in produzioni francesi. Nel 2007 ha una piccola parte nel film britannico St. Trinian’s di Oliver Parker\, accanto a Rupert Everett\, Colin Firth e Gemma Arterton. \nNel 2008 ottiene il suo primo ruolo da protagonista\, recitando nel film italiano Il seme della discordia\, di Pappi Corsicato\, con Alessandro Gassmann\, Isabella Ferrari e Martina Stella. Nello stesso anno\, oltre a posare per il primo numero della rinnovata edizione italiana della rivista Playboy\, è protagonista nella pellicola The Garden of Eden di John Irvin\, con Mena Suvari. \nNell’estate del 2009 a Tempio Pausania\, per la ricorrenza della tragedia di Curraggia\, prende parte a un recital sul tema della lotta agli incendi\, leggendo una serie di scritti di Giuseppe Pulina. Nel 2011 è tra i protagonisti della serie TV inglese Le inchieste dell’ispettore Zen\, recita inoltre nel videoclip della canzone Far l’amore del disc jockey Bob Sinclar. \nGira i teatri d’Italia come protagonista della tournée Dona Flor e i suoi due mariti (2012) e col successivo ruolo di Nicole nella pièce Eyes Wide Shut (2015). Fra queste produzioni\, nel 2014\, è nel cast della produzione televisiva Il ritorno di Ulisse nei panni di Penelope. Sempre nel 2015 partecipa da protagonista al videoclip del singolo Amore nou dei Tazenda. Nel 2017 interpreta la figlia del protagonista Carlo Delle Piane nel film Chi salverà le rose? di Cesare Furesi\, con Lando Buzzanca e Philippe Leroy. Nel 2018 è tra i protagonisti del fil Se son rose…\, scritto e interpretato da  Leonardo Pieraccioni (2018). \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Le case che saremo. Abitare dopo il lockdown (Donato Zoppo dialoga con Luca Molinari)
DESCRIPTION:10 giugno 2020 ore 19 \nLE CASE CHE SAREMO\nABITARE DOPO IL LOCKDOWN\nDonato Zoppo dialoga con Luca Molinari \nCon l’emergenza Covid-19 la casa-mondo è diventata l’esperienza abitativa di miliardi di persone\, prendendo il sopravvento sullo spazio pubblico. Che sfide inaugura\, per l’architettura e l’urbanistica\, questo brusco ritorno al passato? Come rilanciare nuovi modelli futuri? Luca Molinari risponde indicando le soglie che oggi più che mai abitiamo con nostalgia e coraggio: le finestre\, i balconi\, le porte che fino ad ora sono rimaste la scena fissa del nostro sguardo sul mondo esterno e possono essere lo spazio di partenza per un nuovo progetto urbano ed esistenziale. \nDonato Zoppo. Giornalista\, autore e conduttore radiofonico\, scrive per i magazine “Audio Review” e “Jam”. Dal 2007 conduce sulle frequenze di Radio Città BN il programma Rock City Nights\, una delle rubriche rock più seguite on air. È autore di vari libri su nomi storici della musica come King Crimson\, Area\, PFM\, Lucio Battisti e Genesis. \nLuca Molinari. Critico\, curatore e professore associato di Storia dell’Architettura Contemporanea presso la Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN). Scrive come autore indipendente per numerose riviste e quotidiani\, oltre a tenere la rubrica di architettura del settimanale L’Espresso. È membro del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici. Ha curato il Padiglione Italiano alla XII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia e le sezioni di architettura e urbanistica della Triennale di Milano del 2001-2004\, oltre a una serie di mostre ed eventi dedicati alle mutevoli forme dell’abitare contemporaneo. E’ autore per Nottetempo di “Le case che siamo” (2016) e “Le case che saremo” (2020). \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il futuro è tutto da scrivere (Leopoldo Santovincenzo dialoga con Ludovica Rampoldi Sceneggiatrice de "il traditore" e "Gomorra")
DESCRIPTION:A \n9 giugno 2020 ore 19 \nIl futuro è tutto da scrivere\nNextStart incontra Ludovica Rampoldi\nmodera Leopoldo Santovincenzo \nLudovica Rampoldi\nE’ una delle più brillanti e attive sceneggiatrici della scena cinematografica e seriale italiana. Tra i film a cui ha partecipato come autrice\, segnaliamo La ragazza del lago di Andrea Molaioli\, La doppia ora di Giuseppe Capotondi\, La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo e il dittico Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. Per la televisione ha lavorato\, con altri colleghi\, alla serie Gomorra\, alla trilogia 992\, 1993 e 1994\, e alla versione italian di In treatment. Lo scorso 8 maggio ha vinto il David di Donatello Migliore Sceneggiatura per Il traditore di Marco Bellocchio\, scritto insieme al regista\, a Valia Santella\, Francesco Piccolo e Francesco La Licata. \nLeopoldo Santovincenzo\nIn Rai dai primi anni ‘90\, dal 2008 coordina l’Area Programmazione editoriale del canale Rai 4 per il quale ha anche ideato il magazine Wonderland. Autore e regista di numerose produzioni televisive tra cui Felliniana (2002)\, Heimat. La macchina del tempo di Edgar Reitz (2003)\, Pasolini 1975 (2005). Ha pubblicato saggi nei volumi Guida alla letteratura noir (2019)\, La cura Shakespeare (2016)\, Riscritture. La traduzione nelle arti e nelle lettere (2013)\, Storie del Cinema Italiano (2005-2007)\, Dizionario critico dei film (Enciclopedia Treccani/Cineteca di Bologna\, 2002-2003). Nel 2016 è uscito il saggio Fantasceneggiati. Sci-fi e giallo magico nelle produzioni RAI (1954-1987) scritto con Carlo Modesti Pauer. Nel 2017 ha pubblicato per i tipi di Exòrma La balena di piazza Savoia. Fa parte dell’Associazione Kiss Me Deadly che\, da 5 anni\, realizza a Cmpobasso l’omonima manifestazione. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il teatro: la sua carnalità ai tempi del Covid (Geepy Gleijesses dialoga con Serena Marinelli)
DESCRIPTION:A \n5 giugno 2020 ore 19 \nIl teatro: la sua carnalità ai tempi del Covid\nNextStart incontra Geppy Gleijeses\nmodera Serena Marinelli \nGeppy Gleijeses \nDebutta a 17 anni insieme a Mario Scarpetta nelle “Nuvole” di Aristofane. Pochi mesi dopo Eduardo De Filippo lo nota in una pulcinellata\, “Ammore e Commedia” e lo chiama nella sua Compagnia per tre volte\, ma Gleijeses ha preso l’impegno con il padre di laurearsi in giurisprudenza (lo farà nel ’76) e\, suo malgrado\, rifiuta. Nel ’74 Eduardo vuole che interpreti il suo ruolo ne “Il figlio di Pulcinella” con la regia di Bogdan Jerković per il Collettivo di Parma. Nel ’75 chiede ad Eduardo di poter interpretare e dirigere “Chi è cchiù felice ‘e me?” e “Gennariniello”. Eduardo non solo acconsente\, ma in una serie di incontri nella sua casa di via Aquilea gli dà indicazioni sulla regia e sull’interpretazione. Lo spettacolo ha un grande successo: è il maggio del ’75. Paese Sera intitola: “Eduardo revoca il veto alle sue opere per un ventenne”. Tutta la storia del rapporto con Eduardo è pubblicata sulla rivista “Teatro Contemporaneo e Cinema” diretta da Gian Franco Bartallotta\, Anno VI\, n° 21. Nel ’78 fonda insieme ad altri giovani la cooperativa “Napoli Nuova 77”. Scrive con Marco Mete\, dirige e mette in scena “Ammore e Commedia”; vince il premio Idi come autore e il Festival Internazionale di Baltimora. A New York Richard Eder del New York Times titola: “Geppy Gleijeses is a great clown!” Nell’80 scrittura Pupella Maggio\, diventando il più giovane capocomico italiano\, con “Il voto” di Salvatore Di Giacomo\, regia di Virginio Puecher. In quegli anni critici come Ghigo De Chiara\, Domenico Rea\, Maurizio Giammusso scrivono di lui: “È l’attore più interessante dell’ultima generazione partenopea”. Nell’83 fonda la Gitiesse\, sua attuale società di produzione e con Alida Valli e Marina Malfatti l’anno dopo interpreta “Il Malinteso” di Albert Camus\, regia di Sandro Sequi. Sempre nell’83 Strehler lo chiama per affidargli Trinculo ne “La Tempesta”\, ma Gleijeses è costretto a rifiutare perché impegnato nelle riprese de “Il caso Ettore Grande” per Rai Uno nel ruolo del titolo\, diretto da Riccardo Tortora e Marisa Malfatti. Nell’86 fonda e dirige il Teatro Acacia a Napoli\, nell’93 diventa direttore e amministratore del Teatro Nazionale di Milano\, nell’ 99 fonda il Teatro Stabile di Calabria; nel 2009 vince il bando europeo indetto dall’ ETI per l’aggiudicazione del Teatro Quirino Vittorio Gassman che con lui diventa il primo Teatro italiano fornito di bistrot\, biblioteca\, cinemino ed è sempre di più il primo teatro romano del suo segmento per numero di spettatori e di abbonati. \nLavora nel cinema e in televisione con Giancarlo Cobelli\, Luca De Filippo\, Luigi De Filippo\, i fratelli Taviani\, Alberto Sordi\, Cristian De Sica\, Ugo Tognazzi\, Lilla Brignone\, Massimo Ranieri\, Peppino Patroni Griffi. Al cinema\, tra le sue varie interpretazioni\, ricordiamo il protagonista giovane di “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo e l’antagonista di Toni Servillo in “Gorbaciof” di Stefano Incerti. Fra i registi che lo hanno diretto in teatro ricordiamo Luigi Squarzina\, Mario Monicelli\, Roberto Guicciardini\, Mario Missiroli\, Gigi Proietti\, Vittorio Caprioli\, Armando Pugliese\, Antonio Calenda\, Andrèe Ruth Shammah\, Egisto Marcucci\, Alfredo Arias… Hanno lavorato al suo fianco o sono stati da lui diretti Alida Valli\, Arnoldo Foà\, Marina Malfatti\, Dominique Sanda\, Laura Morante\, Regina Bianchi\, Pupella Maggio\, Luigi De Filippo\, Mario Scarpetta\, Marilù Prati\, Leopoldo Mastelloni\, Ugo Pagliai\, Paola Gassman\, Philippe Leroy\, Lello Arena\, Marianella Bargilli\, Lucia Poli\, Milena Vukotic\, Lorenzo Gleijeses\, Andrea Giordana… \nTra gli spettacoli a cui è più legato ricordiamo oltre ai già citati: “La palla al piedi” di George Feydeau (Armando Pugliese\, 1988)\, “Liolà” di Luigi Pirandello (Luigi Squarzina\, 1990)\, “Arancia meccanica” di Anthony Burgess con musiche degli U2 (Cherif\, 1991)\, “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring (Mario Monicelli\, 1992)\, “Le relazioni pericolose” di Christopher Hampton (Mario Monicelli\, 1994)\, “L’albergo del libero scambio” di George Feydeau (Mario Missiroli\, 1995)\, “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia” di Luciano Violante (Geppy Gleijeses\, 1996)\, “Il figlio di Pulcinella” di Eduardo De Filippo (Roberto Guicciardini\, 1998)\, “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde (Mario Missiroli\, 2000 e Geppy Gleijeses\, 2013)\, “Don Giacinto” di Raffaele Viviani (Geppy Gleijeses\, 2000)\, “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello (Geppy Gleijeses\, 2001)\, “Un marito ideale” di Oscar Wilde (Mario Missiroli\, 2002)\, “Ragazze sole con qualche esperienza” di Enzo Moscato (Geppy Gleijeses\, 2003)\, “Pigmalione” di G.B. Shaw (Roberto Guicciardini\, 2004)\, “Io\, l’erede” di Eduardo De Filippo (Andrée Ruth Shammah\, 2005)\, “Delitto perfetto” di Frederick Knott (Geppy Gleijeses\, 2006)\, “Ditegli sempre di sì” di Eduardo De Filippo (Geppy Gleijeses\, 2008)\, “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello (Egisto Marcucci e Elisabetta Courir\, 2008)\, “Lo scarfalietto” di Eduardo Scarpetta (Geppy Gleijeses\, 2010)\, “L’affarista” di Honorè de Balzac (Antonio Calenda\, 2011)\, “A Santa Lucia” di Raffaele Viviani (Geppy Gleijeses\, 2012)\, “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta (Geppy Gleijeses\, 2012)\, “L’uomo\, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello (Giuseppe Dipasquale 2015)\, “Il bugiardo” di Carlo Goldoni (Alfredo Arias\,  2015). \nPer il piccolo schermo ricordiamo oltre ai già citati “In memoria di una signora amica” di Giuseppe Patroni Griffi\, regia di Mario Ferrero\, protagonista con Lilla Brignone\, Pupella Maggio e Massimo Ranieri; “La scena di Napoli” regia di Riccardo Tortora e Marisa Malfatti\, film in tre puntate\, protagonista con Luca De Filippo; “Pupetta Maresca” regia di Riccardo Tortora e Marisa Malfatti\, protagonista. Tra i principali premi e riconoscimenti ricordiamo il Premio Antonio De Curtis\, Idi\, il Premio De Sica\, Rizzoli\, Margutta\, Persefone\, Salvatore Di Giacomo\, Chianciano\, Accademico “Le Muse”\, la nomination ai Nastri d’Argento 2011\, candidato e vincitore come attore e con suoi spettacoli ai Premi Olimpici – Le Maschere.
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SUMMARY:La Fotografia Che Fa Sorridere (Eolo Perfido dialoga con Michele Smargiassi)
DESCRIPTION:A \n1 giugno 2020 ore 19\nLa Fotografia Che Fa Sorridere \nOspiti\nEolo Perfido – Michele Smargiassi \nEolo Perfido\, (Cognac\, Francia\, 1972) è un fotografo ritrattista. Il suo studio fotografico si occupa di fotografia pubblicitaria\, editoriale\, e fine art. Ha lavorato con alcune tra le più importanti agenzie di comunicazione del mondo tra le quali Leo Burnett\, United 1861\, Grey\, Saatchi & Saatchi\, JWT\, DDBI\, BBDO. I suoi lavori sono stati pubblicati su testate come il New York Times\, Communication Arts\, L’Espresso\, Panorama First\, Vision\, Vogue Russia\, GQ Russia\, Computer Arts. Tra i suoi clienti aziende come Pepsi Cola\, Samsung\, Sky Television\, Adidas\, Opel Motors\, Kraft\, Gatorade\, Symantec\, A.C. Milan\, Breil\, Oxydo\, Medusa Cinema. \nAll’inizio della sua carriera fotografica è stato per molti anni assistente di Steve McCurry con il quale oggi collabora su decine di assignments in tutto il mondo. Ha avuto inoltre l’onore di assistere durante una serie di assignment grandi fotografi come Eugene Richards\, Elliott Erwitt e James Natchwey. Da più di 10 anni si occupa di formazione fotografica e ha realizzato decine di workshops di ritratto\, street photography e post produzione in Italia e all’estero. Dal 2013 al 2018 è Leica Ambassador e fotografo Certified by Leica oltre che essere docente di fotografia nei corsi di Ritratto e Street Photography della prestigiosa Leica Akademie. Dal 2017 è stato scelto come Elinchrom ambassador. E’ il docente del master di fotografia di strada presso l’Istituto Europeo di Design e di ritratto fotografico presso il Centro Romano di Fotografia. \nE’ stato docente di Street Photography presso l’Università Bocconi di Milano. È membro della commissione del BPP\, la più importante associazione tedesca di fotografi ritrattisti\, e da molti anni interviene regolarmente al Creative ProShow. Nel 2016 ha fondato Storm Studio\, uno studio di post produzione\, digital compositing e 3D CGI. Nel 2019 vince il premio Luce Iblea per la sua Street Photography. È rappresentato in tutto il mondo dall’ agenzia fotografica Sudest57. \n  \nMichele Smargiassi\, giornalista\, è nato a Dovadola nel 1957. Si è laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna con una tesi sulle trasformazioni urbanistiche viste attraverso l’occhio della cartolina illustrata. Dal 1982 ha lavorato a l’Unità passando poi\, dal 1989\, a la Repubblica. Smargiassi si occupa da quasi trent’anni di fotografia e cultura visuale. Nel 2009 ha creato e gestisce tuttora il blog Fotocrazia. Oltre a testi per mostre\, articoli\, cataloghi\, riviste e volumi collettivi\, prefazioni e postfazioni\, ha scritto alcuni libri tra cui Un’autentica bugia. La fotografia\, il vero\, il falso\, (Contrasto\, 2009); Ora che ci penso. La storia dimenticata delle cose quotidiane (Dalai\, 2011); il saggio La famiglia foto-genica per gli Annali della Storia d’Italia (Einaudi 2004). Presso DeriveApprodi è uscito nel 2015\, nella raccolta Etica e fotografia\, il saggio “Bugie dell’elocutio”. Ho curato i volumi su Gianni Berengo Gardin e Letizia Battaglia nella collana “Maestri di fotografia” di La Repubblica / National Geographic. Fa parte del direttivo della Sisf – Società Italiana di Studi di Fotografia\, del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori. \n 
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SUMMARY:L’emergenza Covid: una spinta in più  per arginare le disuguaglianze economiche (Alberto Pozzolo\, Elena Granaglia e Salvatore Morelli )
DESCRIPTION:A \nElena Granaglia\nElena Granaglia insegna Scienza delle Finanze presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre. Autrice di molte pubblicazioni in materia di giustizia sociale e distribuzione del reddito\, è componente del Coordinamento del Forum Disuguaglianze Diversità e della Redazione del Menabò di Etica e Economia. \nSalvatore Morelli\nSalvatore Morelli è Senior Scholar presso lo Stone Center on Socio-Economic Inequality – The Graduate Center at the City University of New York e ricercatore in Scienza delle Finanze presso l’Unversita’ Roma 3. Salvatore ha ottenuto un Master of Science in Economics presso la London School of Economics e un D.Phil in Economics presso l’Universita’ di Oxford. Al momento la sua ricerca è focalizzata sulle metodologie di stima della concentrazione di ricchezza personale e la sua evoluzione nel tempo. \nAlberto Pozzolo\nProfessore ordinario presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il paesagio storico (Rossano Pazzagli dialoga  con Carlo Tosco)
DESCRIPTION:A \nIl paesaggio\, frutto dell’incontro problematico e fecondo tra uomo e natura\, è come un libro aperto sotto i nostri occhi e che occorre imparare a leggere e interpretare. Il dialogo tra uno storico del territorio e uno storico dell’architettura parte dall’idea che i paesaggi del passato continuino ad agire sul presente\, come fattori d’identità\, come patrimonio e come risorsa in grado di connettere attività umane\, ambiente e beni culturali. \nCarlo Tosco \nCarlo Tosco\, architetto\, è professore ordinario di Storia dell’Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea interateneo in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio”. \nE’ specializzato all’Università della Sorbona di Parigi\, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: “The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary”\, consulente storico per la candidatura UNESCO dei “Paesaggi vitivinicoli delle Langhe\, Roero e Monferrato” e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. \nHa pubblicato volumi e saggi sull’architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio\, tra i suoi lavori più recenti: Il castello\, la casa\, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città\, paesaggi\, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia\, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L’architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all’italiana (Il Mulino 2018). \nRossano Pazzagli\nStorico\, docente all’Università del Molise nei corsi di laurea in Scienze turistiche e beni culturali. Studioso del territorio rurale e delle aree interne\, fa parte della Società dei Territorialisti. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:“Tenera è la notte: musica\, arte e sperimentazione nella Club Culture italiana” (Maurizio Oriunno dialoga con NicoNote alias Nicoletta Magalotti)
DESCRIPTION:A \nNicoNote è una voce\, un universo. Progetto e alias artistico creato nel 1996 da Nicoletta Magalotti (1962) Italiana-austriaca con base nella felliniana Rimini; cantante\, compositrice\, performer\, artista trasversale e non definibile\, ha sviluppato una cifra unica nella sonorità e nei formati. Agisce in territori molteplici legati alla musica\, al teatro\, alle installazioni\, al clubbing. Ha all’attivo dal 1985 ad oggi una intrigante discografia e tour musicali e teatrali in Italia e tutta Europa\, Canada\, Argentina\, Brasile. \nA metà degli anni 80 è stata la voce della band Violet Eves\, protagonista della new wave italiana con l’etichetta indipendente IRA records di Firenze\, insieme a Litfiba\, Diaframma\, Moda\, Underground Life. Negli anni 90 insieme al dj David Love Calò cura un privèe/installazione (all’interno della roboante disco Cocoricò) il Morphine\, luogo di radicali sperimentazioni musicali e performative. \nNel suo particolare percorso trasversale è stata diretta più volte da registi quali Romeo Castellucci / Socìetas Raffaello Sanzio\, Francesco Micheli\, Patricia Allio\, Maurizio Fiume\, Fabrizio Arcuri e altri\, ha collaborato con musicisti di estrazione molto diverse\, da Patrizio Fariselli degli Area a Mauro Pagani\, dai producer house Mas Collective a Teresa De Sio\, da Dj Rocca a Piero Pelù e Andrea Chimenti a Ghigo Renzulli a Roberto Terzani\, da Roberto Bartoli (Tommaso Lama\, Steve Grossman) a Stefano Pilia (In Zaire\, Afterhours) da Bartolomeo Sailer (Wang Inc.) a Luca Bergia (Marlene Kuntz) e Davide Arneodo (Perdurabo\, Marlene Kuntz)\, da Massimo Zamboni (CCCP\, CSI) a Mirco Mariani (Saluti da Saturno\, Vinicio Capossela)\, da Enrico Gabrielli (Calibro 35\, The Winstons) a Elisabeth Harnik (Joëlle Léandre\, John Butcher) e altri. \nDal 1985 ad oggi ha prodotto e licenziato dischi con vari pseudonimi Violet Eves\, Nicoletta Magalotti\, AND\, Dippy Site e svariati Featurings. A firma NicoNote gli album Alphabe Dream (Cinedelic 2013) prodotto con il compositore francese Mikael Plunian\, Emotional Cabaret (DocLive 2017) prodotto insieme a Dani Marzi e Alfredo Nuti e Deja V. (Mat Factory 2018) un album “segreto” interamente dedicato a riletture dei Violet Eves. Nel 2019 la release NicoNote & Obsolete Capitalism Sound System dal titolo Chaos Variation V (Rizosfera\, Rough Trade). \nNel maggio 2019 insieme al giornalista Pierfrancesco Pacoda ha creato un osservatorio sulla Club Culture in Italia dal titolo Tenera è la Notte / Premio Dino D’Arcangelo\, presentato recentemente alla Milano Music Week \, con la produzione di DOC SERVIZI di cui è socia da quasi 20 anni\, è in uscita il libro Tenera è La Notte La Club Culture di Dino D’Arcangelo\, curato da NicoNote insieme a Pierfrancesco Pacoda\, edizioni Interno4. \nConduce regolarmente masterclass di studio sulla Voce\, in Italia e all’estero. Recentemente insieme alla cantante Monica Benvenuti ha dato vita al progetto di formazione sulla vocalità contemporanea “Voci Possibili” in collaborazione con Tempo Reale\, Centro di Ricerca produzione didattica musicale\, Firenze. \nCollabora con Ateliersì e Lo Studio Spaziale di Bologna ed è una delle 10 voci del progetto Donnacirco. \nNicoNote si muove liquida in generi sonori e formati anche distanti\, combina il canto con la dimensione performativa\, l’improvvisazione radicale con il pop\, creando un clima unico\, un teatro vocale immateriale. \nNicoletta Magalotti dialoga con Maurizio Oriunno \nMaurizio Oriunno\nGiornalista\, corrispondente Agenzia Italpress per il Molise\, scrive su Artslife.com. Ha collaborato con l’Unità\, il Manifesto\, l’Ora e con diverse testate giornalistiche\, televisive e radiofoniche molisane. Direttore artistico del Toquinho Toro Festival nel 2010\, si occupa di musica e comunicazione per l’art festival Poietika. \n  \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:“Avanguardia e ricerca nelle radici popolari della musica\, l’esperienza quarantennale di Materiali Sonori” (Maurizio Oriunno dialoga con Arlo Bigazzi)
DESCRIPTION:A \nMaurizio Oriunno\, giornalista e blogger dialoga con Arlo Bigazzi\, musicista\, produttore e co/fondatore di Materiali Sonori \nProduttore discografico\, musicista e compositore italiano. Ha collaborato a numerosi progetti della scena indipendente italiana\, sperimentando nei più diversi generi musicali. Il suo lavoro\, non facilmente inquadrabile\, è comunque legato alla musica popolare\, al post-progressive e all’art rock. \nÈ tra i fondatori dell’etichetta discografica Materiali Sonori. \nInsieme all’attrice Chiara Cappelli ha lavorato allo spettacolo\, ai video\, al disco e al libro “Majakovskij!” (un progetto multimediale rinviato a quando l’emergenza si placherà o meglio finirà del tutto). Con lo stesso gruppo di lavoro ha sviluppato nel periodo di quarantena un nuovo progetto che si chiama “Solitarie Comunanze Digitali – voci dalla rete”\, frammenti di musica che accompagnano frammenti di letteratura\, inseriti in frammenti visuali. Le musiche e le immagini sono state registrate e messe insieme in marzo e aprile 2020\, dove ognuno dei partecipanti a questo progetto lo ha fatto dalla propria abitazione\, con i mezzi e con lo stato d’animo che aveva. \n  \nMaurizio Oriunno\nGiornalista\, corrispondente Agenzia Italpress per il Molise\, scrive su Artslife.com. Ha collaborato con l’Unità\, il Manifesto\, l’Ora e con diverse testate giornalistiche\, televisive e radiofoniche molisane. Direttore artistico del Toquinho Toro Festival nel 2010\, si occupa di musica e comunicazione per l’art festival Poietika. \n  \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Il futuro delle Aree interne nel post Covid (con Alberto Pozzolo\, Rossano Pazzagli e Cecilia Tomassini)
DESCRIPTION:A \nCecilia Tomassini \nProfessore Ordinario all’Università degli Studi del Molise\nInsegnamenti\n\nScienze della politica e dell’amministrazione – Statistica e demografia\nScienze delle professioni sanitarie della prevenzione – Epidemiologia applicata e demografia\nScienze del servizio sociale – Demografia ed elementi di statistica sociale\nServizio sociale e politiche sociali – Dinamica e processi della popolazione\n\nAlberto Pozzolo\nProfessore ordinario presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre \nRossano Pazzagli\nStorico\, docente all’Università del Molise nei corsi di laurea in Scienze turistiche e beni culturali. Studioso del territorio rurale e delle aree interne\, fa parte della Società dei Territorialisti. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:Cultura\, luoghi e società in tempi di crisi (Massimo Bray dialoga con Sandro Arco)
DESCRIPTION:A \nMassimo Bray \nStorico italiano\, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani\, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Nel 1994 assume la carica di direttore editoriale dell’Istituto\, seguendone l’apertura al mondo digitale. \nDirettore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei\, ha presieduto il consiglio d’amministrazione della fondazione La Notte della Taranta\, che organizza il più grande festival di musica popolare d’Europa\, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla fusione con altri linguaggi musicali. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato alla cultura\, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato ministro per i Beni\, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Nel marzo del 2015 ha rassegnato le dimissioni da deputato per occuparsi a tempo pieno dell’Istituto della Enciclopedia italiana\, di cui\, nel corso dell’anno\, è stato nominato direttore generale. Nel 2017 e 2018 è stato nominato presidente della Fondazione per il libro\, la musica e la cultura\, l’ente promotore del Salone internazionale del libro di Torino. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Alla voce Cultura. Diario sospeso della mia esperienza di Ministro”. \nPer seguire l’evento:\nFbook Pagina Fondazione: https://www.facebook.com/FondazioneMoliseCultura\nFbook Pagine Poietika: https://www.facebook.com/poietika.art.festival\nYoutube: https://www.youtube.com/channel/UCtT1gaOewSBZ2AEPrsonl9Q
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SUMMARY:1969-2019: Paola Siragna racconta Woodstock
DESCRIPTION:1969-2019: Paola Siragna racconta Woodstock \nPaola Siragna\, nata a Genova nel 1982\, violoncellista e laureata in Musicologia\, svolge attività concertistica classica e pop collaborando con formazioni quali l’Orchestra Sinfonica di Sanremo\, l’Orchestra del Teatro Regio di Parma\, la Sanremo Festival Orchestra. Insegna Storia della Musica presso il Liceo Coreutico “P.Gobetti” di Genova ed ha pubblicato i saggi Killer Queen. Prima e dopo Freddie (2005) e Il musical. Dal teatro al cinema e Rock\, pop\, folk ed altro: la popular music in “Musica e musicisti nella storia. Il Novecento” a cura di R. Iovino (2014) e il romanzo Allegro…ma non troppo! Diario tragicomico di una musicista recidiva (2015). Cura inoltre la rubrica “Libri in musica” sul sito www.youbookers.it.
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SUMMARY:gaLoni
DESCRIPTION:  \ngaLoni \nL’artista della provincia romana presenterà le canzoni del suo nuovo album che si chiama “Incontinenti alla deriva”\, un disco che continua il percorso narrativo iniziato con Greenwich (2011) e Troppo Bassi Per I Podi (2014)\, affrontando tematiche attuali\, questioni sociali e geografie sentimentali. Undici tracce folk che guardano alla tradizione del cantautorato italiano e alle sonorità del nord-europa. Un disco che tira le somme\, riflette sulle anomalie del periodo storico attuale e sulla omologazione del tempo. “Difficilmente riusciremmo a distinguere un 2004 da un 2013. Oltre alla moda\, al costume\, all’arte\, al cibo o al suo modo di vivere\, l’uomo è riuscit o a massificare  anche il tempo. Contrariamente al secolo scorso\, quando gli eventi storici particolari\, le innovazioni artistiche\, le resistenze culturali riuscivano a dare una identità ad ogni singola pagina del lunario.” Il disco si avvale della produzione artistica di Emanuele Colandrea con cui Galoni ha lavorato già nei dischi precedenti.\n“Nell’accezione dantesca gli incontinenti sono coloro che non riescono a contenere il desiderio morboso del vizio perché danno poco spazio alla ragione. E in questo cerchio abita la maggior parte di noi\, me incluso.” (Galoni)
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SUMMARY:Matteo Passante - Scapestro
DESCRIPTION:  \nMatteo Passante \n“Parlarsi addosso è come masturbarsi la mattina davanti allo specchio”. \nQuesto è uno dei versi del nuovo album e descrive la mia personale idiosincrasia a scrivere di me e della mia vita da cantautore notturno e ingegnere in ore ufficio.\nComincia così anche l’autobiografia che non scriverò mai\, comincia dal fondo\, comincia da questo 2017 che sancisce il ritorno mio e della Malorchestra con il nuovo album IL GRANDE STUPORE\, a tre anni dal precedente WELCOME TO LOVE (2014) e a sette da SIGNORA CLESSIDRA E LO SPOSO BAMBINO (2010).\nLa storia comincia con me sudato in un garage di una campagna pugliese\, con una band che si dà un nome teatrale: la PICCOLA COMPAGNIA INSTABILE.\nÈ l’estate del 2002 e le prime canzoni prendono forma. Sono anni di timidezza e per vincere la paura del palco\, mi curano i miei musicisti a calci e cicchetti.\nLa band si ricuce uno spazio interessante nella nuova scena musicale salentina\, e così ben presto si ritrova a condividere il palco con cantautori già noti al grande pubblico della canzone d’autore (Pippo Pollina\, Alessio Lega\, Gang\, Mercanti di Liquore\, etc)\, apre i concerti in giro per la Puglia dei vari Giuliano Palma\, Davide Van de Sfroos\, Bandabardò\, Tonino Carotone\, Apres la Classe e tanti altri\, è invitata al Controfestival di Mantova\, vince concorsi in giro per l’Italia\, suona a La Fete de la Musique in Normandia. Nel 2010 pubblica SIGNORA CLESSIDRA E LO SPOSO BAMBINO.\nDal 2012\, a causa di un repentino trasferimento a Milano\, comincio a farmi vedere in giro con una nuova donna. Lei si chiama MALORCHESTRA\, è composta da musicisti eccezionali ma soprattutto è un gruppo coeso da tempo: Diego Scilla alle tastiere\, Marco Vismara alle chitarre e agli arrangiamenti\, Luca Moroni al basso e Raffaele Pellino alla batteria.\nBen presto si comincia a suonare in giro per Milano e a distanza di poco tempo – siamo a inizio 2014 – si sforna WELCOME TO LOVE\, un EP di sei fiori che trova spazio in radio e qualche TV\, con il singolo di lancio MAPPAMONDO.\nA Giugno dello stesso anno siamo ospiti per 6 puntate della radio nazionale svizzera RTI\, nella trasmissione ANIME SALVE. A Luglio siamo tra i 6 finalisti del PREMIO BINDI e ad  Agosto dello stesso anno siamo tra i vincitori del premio BOTTEGHE D’AUTORE.\nMAPPAMONDO riscuote successo anche a distanza di tempo\, tanto da permetterci di essere tra i semifinalisti del 2017 per salire sul palco del Primo Maggio a Roma. Il videoclip diventa per tre anni il biglietto da visita della band.\nAlla fine del 2014 cominciamo a ragionare sulla necessità di scrivere il nostro primo vero album\, nel 2016 completiamo la scrittura e la preproduzione. Nell’ottobre 2017 viene alla luce come primogenito di un percorso diverso\, dove le nostre storie sono messe al centro del progetto. IL GRANDE STUPORE è il nostro augurio verso tutti quelli che non sanno più cos’è la meraviglia.\nIl singolo di lancio è 1958\, una canzone sul colonialismo europeo in Africa\, capace di far riflettere e di far cantare a braccia aperte. \nA \n\n  \n \nScapestro \nFulvio Di Nocera\, in arte Scapestro\, nasce a Castellammare di Stabia (NA) nel 1978.\nDurante l’adolescenza si avvicina allo studio del basso elettrico\, che lo porta negli anni successivi ad intraprendere esperienze live e in studio con notissimi progetti napoletani e campani: Polina\, Bisca\, 24 Grana\, Francesco Di Bella\, Daniele Sepe\, Pennelli di Vermeer\, Rione Junno\, Songs for Ulan e molti altri.\nProsegue dedicandosi allo studio del contrabbasso\, iniziando al Conservatorio di Salerno e conseguendo il diploma di II livello nell’ottobre del 2011.\nLa passione per la scrittura lo accompagna da sempre: negli ultimi anni decide di dare forma a questa sua inclinazione con lo pseudonimo di Scapestro. Nell’estate del 2015 realizza il primo singolo Vado per un po’ con Nut Label e il videoclip realizzato dal “Creacose” con la collaborazione di Denise Galdo.\nA giugno 2018 esce per SoundFly con distribuzione SELF il suo disco di debutto Shurhùq; a fine settembre pubblica il video di Sempre uguale. All’indomani del video\, lanciato con successo in anteprima su Repubblica\, porta in un lungo tour i brani di Shurhùq\, con un ottimo responso di pubblico e critica.
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SUMMARY:Caro Lucio: omaggio a Lucio Battisti
DESCRIPTION:Caro Lucio: omaggio a Lucio Battisti \nIl nostro caro Lucio è lo spettacolo nato dal successo di Il nostro caro Lucio – Storia\, canzoni e segreti di un gigante della musica italiana\, l’ultimo libro di Donato Zoppo\, pubblicato da Hoepli in occasione del ventennale della scomparsa di Lucio Battisti.  \nIl nostro caro Lucio è uno “storytelling-concert” di un’ora e mezza che unisce la narrazione di Donato Zoppo (con aneddoti su Battisti\, la genesi delle canzoni\, il rapporto con Mogol e gli anni ‘70) e la brillante rivisitazione in chiave rock dei più importanti di classici battistiani da parte del quartetto Gli Uomini Celesti.  \nIl nostro caro Lucio ha debuttato con successo al Roccella Jazz Winter Edition (prima assoluta e produzione originale del Festival\, uno dei più importanti eventi jazz in Europa) e ha ottenuto vari sold out grazie all’originalità della formula e all’affiatamento del gruppo.
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SUMMARY:Poeti Rock feat. Andrea Mirò
DESCRIPTION:  \n \nPoeti Rock feat. Andrea Mirò \nQuando il rock è poesia o quando la poesia si fa rock solo allora scendono in campo le menti illuminate di Bob Dylan e Allen Ginsberg\, di Lou Reed e Delmore Schwarz\, di Joni Mitchell\, Leonard Cohen e di Andy Warhol\, di Jim Morrison\, Baudelaire e Tom Waits\, di Nick Cave\, Bruce Springsteen e Patti Smith.  \nCon un affascinante spettacolo di parole e musica\, di suoni e visioni\, Ezio Guaitamacchi trasporta lo spettatore in un viaggio suggestivo tra rock e poesia\, arte visionaria e ritmi urbani  con una colonna sonora fatta di grandi classici rivisitati in chiave acustica. Con Ezio e le sue chitarre\, sul palco la voce di Andrea Mirò\, le performance di live poetry di Vincenzo Costantino “Cinaski”\, la verve musicale di Brunella Venturi.
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SUMMARY:Marco Iacampo
DESCRIPTION:  \n \nMarco Iacampo \nIacampo rappresenta una delle più intense esperienze della produzione musicale italiana. Padre campobassano\, madre veneta\, Marco Iacampo  a tre anni di distanza da “Flores”\, disco acclamato dalla critica tra i migliori del 2015\, il “Pittore Elementare” della canzone italiana attinge ad una nuova tavolozza di colori esotici e tropical e produce “Fructus”\, l’ultimo capitolo di una trilogia dove i titoli compongono la frase tra il portoghese e il latino: “Valetudo\, Flores et Fructus”. Vale tutto\, vale sempre\, vale metterci il cuore. E Iacampo ci mette il cuore in ogni caso\, come una causa che produce il suo effetto. Musicalmente eclettico\, “Fructus” suona diverso dal resto delle produzioni italiane e il suo tour\, da ottobre ha toccato Parigi\, Zurigo\, Bruxelles\, Lussemburgo e poi Genova\, Milano\, Bologna\, Venezia. In Fructus  il suono si è arricchito di nuovi elementi caratteristici tra i quali spiccano su tutti i campionamenti e i suoni di Gui Amabis\, artista e produttore brasiliano che ha lavorato a braccetto con Iacampo durante tutta la produzione del disco. Suoni misteriosi\, metropolitani e naturali si mischiano solcando il confine tra la civiltà e il selvaggio\, quel punto in cui la città si espande nel deserto e la foresta ruba metri quadrati al cemento. Tanto c’è la voce di Iacampo che ci riporta sempre ad una dimensione familiare\, ad un rifugio per l’anima. \nMarco Iacampo nasce a Mestre ma le sue origini sono legate al Molise che cita talvolta nelle sue canzoni. Fin da giovanissimo è appassionato alla musica e al canto. Studia i fondamentali rudimenti di pianoforte e approfondisce la chitarra moderna. Un’ampia esperienza nell’underground italiano e nella scena rock indie (Elle\, Goodmornig Boy)\, poi la scelta di cantare in italiano con l’album d’esordio che porta il suo nome (2010 – Edel)\, poi nel 2012 “Valetudo” (Urtovox – The Prisoner Records) con centinaia di concerti in giro per l’italia\, fino al recente “Fructus”. Marco Iacampo\, inoltre\, ha sempre affiancato alla sua carriera musicale una fervida produzione grafico/pittorica (tutti gli artwork dei dischi a nome Goodmorningboy e Iacampo sono realizzati direttamente da lui) e numerose sono le mostre in gallerie\, affiancate alle sue performance musicali.
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SUMMARY:Giardini di Mirò - I Racconti delle Nebbie
DESCRIPTION:  \nBiglietto di ingresso 10 €\nPrevendita on line\nPrevendita dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 12.00 presso  il Palazzo GIL e il giorno dell’evento (27 luglio) dalle ore 18.00 ad Altilia \nIniziative legate all’evento (escursioni ed itinerari) \n \nGiardini di Mirò \nI Giardini di Mirò hanno contribuito allo sviluppo della scena “indie-rock” italiana a cavallo tra anni Novanta e nuovo millennio. Dal post-rock degli esordi\, la loro musica si è progressivamente evoluta\, assorbendo influenze\, soprattutto anglosassoni\, ma senza rinunciare a una sua peculiarità tutta italiana. Oggi\, per i cinque di Cavriago\, è il momento della maturità. Le parti di chitarra\, lineari e melodiche\, partono quasi sempre da arpeggi avvolgenti e si evolvono in una serie di esplosioni a catena\, dove emergono brandelli ben metabolizzati di Sonic Youth e suggestioni psichedeliche. Una formula che ha subito negli anni progressive contaminazioni ed evoluzioni. Per i Giardini di Mirò ora è la volta di un ritorno in grande stile con l’album Different Times: dopo quasi 15 anni tornano con un primo album di inediti dai tempi di Good Luck (2012) e calcano alcuni dei palchi più prestigiosi d’Italia per una serie di concerti indimenticabili. Con il nuovo disco i GDM sono tornati a collaborare con Giacomo Fiorenza\, il produttore con il quale avevano realizzato i loro primi due album (Rise and fall of academic drifting e Punk… not diet)\, due dischi fondamentali per la storia e l’evoluzione della scena indie italiana che guardava all’Europa come una possibilità concreta. Nuova\, ma non troppo\, è invece la label che ha pubblicato il loro ultimo disco\, la 42 Records (che si era già occupata della ristampa di Rise and fall)\, una delle etichette più importanti del panorama nazionale (I Cani\, Cosmo\, Colapesce\, Andrea Laszlo De Simone\, Any Other\, tra i tanti). Un equilibrio tra classicità e novità che attraversa tutto il nuovo lavoro e che ben traspare dalla title track: un viaggio strumentale di circa nove minuti dove il classico sound dei GDM viene screziato di suggestioni inedite e dallo spiccato sapore cinematografico. \n  \n\n  \nA \nI Racconti delle Nebbie\n(Benvegnù\, Ciuferri\, Cappelletti\, Avallone) \nI Racconti delle Nebbie è un progetto di Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri che comprende un libro di 44 pagine e un cd. L’opera è suddivisa in nove capitoli\, ognuno formato da un racconto di Nicholas Ciuferri corrispondente ad una traccia musicale composta da Paolo Benvegnù. Il tutto è introdotto e arricchito da un’illustrazione di Alessio Avallone. I racconti sono apparentemente slegati tra loro per la loro ambientazione sempre differente e per le tematiche trattate. L’introspezione e lo sfasamento tra le prospettive costituiscono un punto di forza delle storie\, così come la narrazione\, spesso in prima persona\, che trasporta direttamente il lettore-ascoltatore all’interno degli episodi e dei luoghi tratteggiati dagli autori attraverso i suoni e le parole.  \nPaolo Benvegnù è stato il chitarrista-cantante fondatore degli Scisma\, imprescindibile gruppo alternative-rock italiano ormai sciolto\, con cui ha registrato\, prodotto e composto tre dischi su etichetta Parlophone-EMI. Dal 1996 al 2000 la band gardesana e’ stata vincitrice di Arezzo Wave\, e unica band italiana prescelta per i Festival europei Europa Connection\, Le primtemps de Bourges (Francia)\, ha vinto il Premio Ciampi 1998\, e svolto centinaia di concerti in Italia e in Europa. \n 
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SUMMARY:Raul Zurita
DESCRIPTION:RIPRESA INTEGRALE DELL’INCONTRO \n\nRAUL ZURITA\n(Dialoga con Jean Portante) \nQuella di Raúl Zurita è una delle voci più importanti della letteratura latinoamericana contemporanea. Cileno classe 1950\, di origine italiana\, da sempre ha mostrato un forte interesse per la scrittura\, per l’arte nel suo senso più globale e per la militanza politica. Al tempo stesso\, il contatto con la cultura italiana\, che avvenne grazie alla profonda relazione che aveva con la nonna materna e la complessa situazione socio-politica cilena che affrontava nella sua quotidianità\, tracciarono quello che sarebbe stato il suo percorso artistico. Non a caso\, la sua opera è fortemente segnata dalla dittatura militare di Pinochet instaurata dopo il golpe dell’11 settembre 1973 quando\, militante comunista\, fu arrestato\, torturato e detenuto sulla nave cargo Maipo. Zurita ha sempre sostenuto un’arte che si fa\, accessibile a tutti. \nApprofondisci... \nIn perfetta simbiosi con la vita. La fusione e il dialogo costante tra arte e vita che caratterizzano la sua formazione e il suo credo artistico lo avvicinarono alle attività del CADA (Colectivo de Acciones de Arte)\, le cui performance provocatorie arrivarono sulle strade di Santiago e perfino nel cielo di New York. La sua proposta artistica si è articolata attraverso diverse tematiche che si intrecciano fra loro: la riflessione sulla natura cilena\, l’amore per un’umanità che soffre\, la denuncia contro la violenza\, in ogni sua forma\, perpetrata nel corso del XX secolo. Tutte queste riflessioni sono state proiettate in opere imprescindibili\, come la trilogia “Purgatorio” (1979)\, “Anteparaíso” (1982) e “La Vida Nueva” (1994)\, considerata tra le più importanti della sua produzione poetica. Senza dimenticare\, “Canto a su amor desaparecido”\, “Inri” (Premio Nazionale di Letteratura del Cile)\, “Cuadernos de guerra”\, “Zurita”\, fino al recentissimo “Habré vuelto a ver de nuevo las radiantes estrellas” Raúl Zurita e Dante Alighieri. Nel 2016 per il suo contributo letterario al mondo latinoamericano riceve il premio Iberoamericano di Poesia Pablo Neruda dal Consiglio Nazionale cileno della Cultura e dell’Arte\, e gli viene conferito dall’Università Ca’ Foscari di Venezia il Premio Alberto Dubito International alla carriera. Sulla sua produzione letteraria ha affermato che il colpo di Stato del 1973 è stato la colonna vertebrale della sua opera\, “come se da allora avessi scritto un solo libro\, incentrato su quel giorno”. Zurita comunque non si è limitato a scrivere e pubblicare poesie. Come recentemente ha dichiarato: “Mi parve che i linguaggi della letteratura cilena precedenti al colpo di Stato del 1973 non riuscissero a dare conto della frattura che si era prodotta nelle nostre vite”. E poi\, con una evocazione di Artaud: “Al poeta tocca essere la prima vittima\, quella che rappresenta tutti gli altri. Ma deve essere anche il primo dei caduti che si rialza per annunciare che vengono tempi nuovi”. E così\, alla pubblicazione dei suoi versi ha cominciato a unire la realizzazione di performance\, nelle quali si è spinto persino a gesti autolesionisti\, per esprimere “l’impotenza di fronte alla realtà e la necessità di dire senza parole”. \nMemorabile anche la performance newyorkese del 1982: dopo aver ottenuto il sostegno finanziario di varie università statunitensi e il supporto materiale del MIT\, il poeta ha fatto tracciare in cielo da cinque aerei quindici versi in spagnolo tratti da La vida nueva\, con lettere fatte di fumo\, a più di 4000 metri d’altezza. \nIn seguito ha poi spiegato Il motivo per cui scelse di scriverle in spagnolo: “Scrissi in cielo quei versi della mia poesia in spagnolo come omaggio ai gruppi minoritari\, rappresentati in quel caso dalla popolazione di lingua spagnola degli Stati Uniti\, le persone che si trovano nelle peggiori condizioni di vita della società nordamericana”. \nUn altro grande happening realizzato da Zurita nel 1993 è stato una rievocazione dei geroglifici di Nazca: il verso “Ni pena ni miedo” scritto nel deserto di Atacama\, nel nord del Cile\, in dimensioni gigantesche: 3 km di lunghezza per 400 metri di larghezza (si può vedere con Google Earth).
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SUMMARY:Nedim Gursel
DESCRIPTION:RIPRESA INTEGRALE DELL’INCONTRO \n\n\n\n \nNEDIM GÜRSEL\n(Dialoga con Jean Portante) \nScrittore turco naturalizzato francese\, insieme a Orhan Pamuk e Yaşar Kemal è tra gli scrittori contemporanei più importanti della Turchia. Fuggito dal suo Paese dopo il colpo di Stato del 1980\, insegna letteratura turca alla Sorbona a Parigi. Il suo romanzo Ilk Kadin (1986. “La prima donna”) ha ricevuto il premio «Ipekçi» per il suo contributo al riavvicinamento dei popoli greco e turco\, ma è stato a lungo censurato dai militari in Turchia perché ritenuto offensivo per la morale e diffamante per l’esercito. \nApprofondisci... \nLe accuse contro Gürsel sono in seguito cadute ma lo scrittore è dovuto tornare davanti ai giudici turchi nel 2009 a causa del suo ultimo romanzo Allah’ın kızları (2008) (“Le figlie di Allah”)\, incentrato sull’infanzia e la gioventù del profeta Maometto. L’accusa\, da cui è stato assolto\, è quella di aver insultato i valori religiosi. Il libro\, che in Turchia ha venduto 30 mila copie\, è\, come altri romanzi di Gürsel\, un romanzo a più voci. Di Gürsel sono usciti in Italia anche Bogazkesen\, Fatih’in Romani (1996; trad. it. Il romanzo del conquistatore 1997) e Son Tramvay (1991; trad. it. L’ultimo tramway 2002)\, oltre all’autobiografico Sag Saglim Kavussak\, Çocukluk Yillari (2004; trad. it. Nel paese dei pesci prigionieri. Un’infanzia turca 2007). Il suo ultimo romanzo “L’angelo rosso” è stato pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2016. \nL’autore ha ricevuto il Prix de la liberté del PEN club francese ed è membro fondatore del Parlamento internazionale degli scrittori. Oggi insegna letteratura turca contemporanea alla Sorbona di Parigi ed è direttore della ricerca sulla letteratura turca all’International French Science Research Center (CNRS).
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SUMMARY:Wim Mertens
DESCRIPTION:WIM MERTENS\nin duo con Nicolás Dupont\, violino\n \nWim Mertens\, pianista e compositore fiammingo\, è tra i musicisti d’avanguardia che hanno spinto la propria ricerca fino a creare un linguaggio musicale assolutamente personale e distintivo: chiaroscuri\, intimismo e solarità\, sperimentazione e romanticismo. Durante il concerto per pianoforte e voce\, Mertens dialoga con il suo strumento\, utilizzando un suo personalissimo “linguaggio” vocale\, un inusuale canto in falsetto fatto di suoni e non di parole. \nApprofondisci... \nUna “petite musique de chambre”\, come lui stesso la definisce\, che nasce da piccole intuizioni e accostamenti ricercati. Mertens ha coniato una nuova forma di minimalismo\, meno rigido e più emotivo. Una musica colta ed accessibile\, al tempo stesso. A una lunga serie di prodotti discografici\, dagli album per pianoforte e voce a quelli con ensemble e grandi orchestre (tutti lavori che non nascondono mai il principio di dare al disco il giusto ruolo di oggetto d’arte)\, alle colonne sonore per il cinema (è sempre riuscito a stimolare sensazioni di eccitazione\, nostalgia\, conflitto\, passione\, interpretando e impreziosendo le scene di grandi registi come Greenaway\, Cox\, Boutron\, Delluc e Shaw) e il teatro\, affianca da sempre una feconda attività concertistica sui palcoscenici di tutto il mondo. Una musicalità sostanzialmente diretta\, affascinante\, che cattura l’ascoltatore anche meno smaliziato. Eppure lo stile forte di un’intrinseca complessità e di un’ardita struttura labirintica hanno fatto di Wim Mertens un vero e proprio maestro nella divulgazione della musica contemporanea che\, tra citazioni e richiami\, svolge la propria matassa in più direzioni\, risalendo da quella classica alle origini stesse del minimalismo. \nMolti lo collocano nella galassia indefinita dell’ambient music\, affollata di suoni rarefatti e atmosfere statiche. Ma il compositore fiammingo ne rifugge la freddezza: “Il mio scopo – racconta – è comunicare le emozioni attraverso la musica e utilizzo prevalente- mente la melodia perché credo sia il miglior mezzo per esprimerle”. \nTrent’anni anni fa Wim Mertens pubblicava “Struggle For Pleasure”\, uno dei dischi che hanno fatto la storia della “new music” europea. E uno dei brani che è rimasto maggiormente nel cuore di un pubblico sempre più numeroso e appassionato. Il compositore e pianista belga\, che continua con determinazione il suo cammino innovativo di ricerca e innovazione\, propone in concerto le nuove composizioni contenute nel suo ultimo album “That which in not” (in cui propone il razionale con il giocoso\, il “per divertimento solo” con il “dopo virtù”) e\, per l’occasione\, i brani composti nei primi anni della sua carriera. Pagine come “Close Cover”\, “Struggle For Pleasure”\, “4 Mains”\, “Multiple 12” sono ormai considerati dei “classici” in tutto il mondo.
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SUMMARY:Jason Hickel
DESCRIPTION:INTERVISTA A JASON HICKEL \n\nA \nJASON HICKEL\n(Dialoga con Alberto Pozzolo)\n \nJason Hickel\, antropologo\, ha insegnato presso la London School of Economics\, la University of Virginia e la Goldsmiths\, University of London ed è membro della Royal Society of Arts. Collabora con The Guardian\, Al Jazeera e numerose testate online. Oltre a “The Divide” ha pubblicato “Democracy as Death” (2015). La ricerca di Hickel si concentra sulla disuguaglianza globale\, sull’economia politica\, sul post-sviluppo e sull’economia ecologica. \nApprofondisci... \n«The Divide» è il divario economico tra ricchi e poveri del mondo: 4\,3 miliardi di persone vivono con meno di 5 dollari al giorno\, mentre otto uomini posseggono la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta. \n“Per decenni economisti\, politici e agenzie per lo sviluppo ci hanno raccontato che l’origine del problema è di natura tecnica\, legata a difficoltà interne dei paesi poveri\, e che tutto potrebbe essere risolto se\, con l’aiuto dell’Occidente\, questi adottassero politiche e piani di intervento adeguati. Ci hanno detto che la povertà sarà sconfitta nel 2030.” Non è così. Jason Hickel ripercorre la storia dello squilibrio economico globale\, smontando una dopo l’altra le bugie che ne hanno accompagnato la narrazione e mettendo in luce le responsabilità dei paesi ricchi: da Cristoforo Colombo e dalla nascita del colonialismo al discorso di insediamento del presidente Truman nel 1949\, quando nacque la retorica degli aiuti ai paesi «sottosviluppati»; dagli interventi militari per impedire la costituzione di modelli economici alternativi\, come nel Cile di Allende\, all’istigazione al debito portata avanti dalle banche occidentali. Ma “The Divide” non è solo un regolamento di conti col passato. È un libro che apre spiragli per il domani\, presentando soluzioni rivoluzionarie ai problemi della disuguaglianza: democratizzazione dei principali organi internazionali di governance come l’Organizzazione mondiale del commercio e il Fondo monetario internazionale\, istituzione di un salario minimo globale\, ripensamento del valore attribuito al Pil\, investimenti sostanziali nell’agricoltura rigenerativa. Come afferma lo stesso Hickel: «Una volta che la gente inizierà a rifiutare la storia unica dello sviluppo\, il futuro sarà fertile e ricco di possibilità».
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SUMMARY:Pino Bertelli (Workshop: Incontro sulla fotografia sociale)
DESCRIPTION:INTERVISTA A PINO BERTELLI \n\n  \nPINO BERTELLI\n \nPino Bertelli è nato in una città-fabbrica della Toscana\, tra ‘Il mio corpo ti scalderà e Roma città aperta’. Dottore in niente\, fotografo di strada\, film-maker\, critico di cinema e fotografia. I suoi lavori sono affabulati su tematiche della diversità\, dell’emarginazione\, dell’accoglienza\, della migrazione\, della libertà\, dell’amore dell’uomo per l’uomo come utopia possibile. È uno dei punti centrali della critica radicale situazionista italiana. \nApprofondisci... \nNel 1993\, il regista tedesco Jürgen Czwienk\, ha girato un documentario sulla vita politica e l’opera fotografica di Pino Bertelli: ‘Fotografare con i piedi’. Il regista Bruno Tramontano ha realizzato un cortometraggio\, ‘Adoro solo l’oscurità e le ombre’\, tratto dal suo libro\, ‘Cinema della diversità 1895-1987: storie di svantaggio sul telo bianco. Mascheramento\, mercificazione\, autenticità’. Il pittore Fiormario Cilvini\, ha illustrato lo stesso testo in una cartella di 18 disegni a colori e una scultura. I suoi scritti sono tradotti in diverse lingue. L’International Writers Association (Stati Uniti)\, l’ha riconosciuto scrittore dell’anno 1995\, per la “non-fiction”. \nNel 1997 i suoi ritratti pasoliniani di fotografia di strada sono esposti (unico fotografo) in una mostra (Le figure delle passioni) con 16 maestri d’arte a Villa Pacchiani\, Santa Croce sull’Arno [Pier Paolo Pasolini\, maestro e amico\, gli ha regalato la prima macchina fotografica quando aveva quindici anni]. È direttore responsabile della rivista di critica radicale Tracce\, Cobas (Giornale dei Comitati di Base della Scuola) e del giornale on-line Stile libero\, direttore editoriale della casa editrice Traccedizioni\, collabora con Le monde diplomatique\, Fotographia\, Sicilia Libertaria\, AParte. Materiali irregolari di cultura libertaria e altre testate. Nel 1999 ha ricevuto il “Premio Castiglioncello” per la fotografia sociale. Nel 2004 il “Premio Internazionale Orvieto”\, per il miglior libro di reportage\, Chernobyl. Ritratti dall’infanzia contaminata. Nel 2014 l’Associazione di bioarchitettura BACO gli ha assegnato il “Premio Internazionale Vittorio Giorgini”. Alessandro Allaria ha fatto un reportage (per la televisione tedesca)\, ‘Pino Bertelli. Il fotografo e le donne di Napoli’\, 2008. Nel 2014 il regista Antonio Manco ha realizzato a Buenos Aires\, ‘Pino Bertelli. Ritratto di un fotografo di strada’\, prodotto dal Festival del Cinema dei Diritti umani di Napoli e Buenos Aires. Nel 2017 esce il dittico libro—film\, ‘Genti di Calabria. Atlante fotografico di geografia umana e I colori del cielo’\, con la regia di Francesco Mazza. I suoi fotoritratti si trovano in gallerie internazionali\, musei\, accademie e collezioni private. \nL’Archivio Internazionale di Fotografia Sociale di Pino Bertelli è curato dalla documentalista Paola Grillo (che collabora sul campo e con i testi a tutti i libri fotografici di Bertelli). Una parte del suo archivio fotografico è depositato all’Università di Parma. Il fondo Pino Bertelli (circa 5000 libri) è consultabile nell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa (Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia)\, un fondo fotografico (200 fotografie di ritratti piombinesi dal 1982 al 1994)\, è nell’Archivio Storico del Comune di Piombino. La mostra fotografica ‘Ferro\, Fuoco\, Terra! 50 anni di lavoro in Maremma’ si trova al MAGMA (Museo delle arti in ghisa nella Maremma) di Follonica. Una rassegna di fotografie su alcune fabbriche di Hattingen è al LWL – Industriemuseums Henrichshütte di Hattingen (Germania). Una selezione delle sue fotografie è presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua opera (Contro tutte le guerre) è stata esposta alla Mostra d’Arte Biennale di Venezia (2011) e adesso è nella Galleria degli Uffizi di Firenze. \nFa parte di Reporters sans frontières
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SUMMARY:Letizia Battaglia
DESCRIPTION:INTERVISTA A LETIZIA BATTAGLIA \n\nA \nRIPRESA INTEGRALE DELL’INCONTRO \n\n  \nLETIZIA BATTAGLIA\n(Dialoga con Gianna Piano) \nNel 2017 il New York Times l’ha messa nella liste delle undici donne dell’anno. Letizia Battaglia è riconosciuta come una delle figure più importanti della fotografia contemporanea\, non solo per i suoi scatti saldamente presenti nell’immaginario collettivo\, ma anche per il valore civile ed etico da lei attribuito al fare fotografia. \nApprofondisci... \nUn album ininterrotto che passa dalle proteste di piazza a Milano negli anni Settanta al volto di Pier Paolo Pasolini\, dai tanti morti per mafia\, alla inconsapevole eleganza delle bambine del quartiere della Cala a Palermo; e poi le processioni religiose\, lo scempio delle coste siciliane\, i volti di Piersanti Mattarella\, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino\, fino al feroce boss Leoluca Bagarella. \nInizia la sua carriera nel 1969 collaborando con il giornale palermitano L’Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea\, con Franco Zecchin\, l’agenzia “Informazione fotografica”\, frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. \nNel 1974 si trova a documentare l’inizio degli anni di piombo della sua città\, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità. \nSuoi sono gli scatti all’hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo. Le sue foto\, spesso in un vivido e nitido bianco e nero\, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore\, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni\, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili)\, i quartieri\, le strade\, le feste e i lutti\, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. \nLetizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985\, ex aequo con l’americana Donna Ferrato\, il Premio Eugene Smith\, a New York\, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio\, il Mother Johnson Achievement for Life\, le è stato tributato nel 1999. Ha esposto in Italia\, nei Paesi dell’Est\, Francia (Centre Pompidou\, Parigi)\, Gran Bretagna\, America\, Brasile\, Svizzera\, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione\, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente). \nNonostante le sue radici profondamente siciliane\, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi\, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata\, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo\, fondandovi il Centro internazionale di fotografia. Convinta della validità dell’impegno civile come fattore di cambiamento\, nel corso degli anni ha messo il suo talento e la sua passione al servizio di cause diverse\, dalla questione femminile\, ai problemi ambientali\, ai diritti dei carcerati\, in veste di fotografa\, regista\, editrice e ambientalista.
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