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WIM MERTENS
in duo con Nicolás Dupont, violino

Wim Mertens, pianista e compositore fiammingo, è tra i musicisti d’avanguardia che hanno spinto la propria ricerca fino a creare un linguaggio musicale assolutamente personale e distintivo: chiaroscuri, intimismo e solarità, sperimentazione e romanticismo. Durante il concerto per pianoforte e voce, Mertens dialoga con il suo strumento, utilizzando un suo personalissimo “linguaggio” vocale, un inusuale canto in falsetto fatto di suoni e non di parole.

Una “petite musique de chambre”, come lui stesso la definisce, che nasce da piccole intuizioni e accostamenti ricercati. Mertens ha coniato una nuova forma di minimalismo, meno rigido e più emotivo. Una musica colta ed accessibile, al tempo stesso. A una lunga serie di prodotti discografici, dagli album per pianoforte e voce a quelli con ensemble e grandi orchestre (tutti lavori che non nascondono mai il principio di dare al disco il giusto ruolo di oggetto d’arte), alle colonne sonore per il cinema (è sempre riuscito a stimolare sensazioni di eccitazione, nostalgia, conflitto, passione, interpretando e impreziosendo le scene di grandi registi come Greenaway, Cox, Boutron, Delluc e Shaw) e il teatro, affianca da sempre una feconda attività concertistica sui palcoscenici di tutto il mondo. Una musicalità sostanzialmente diretta, affascinante, che cattura l’ascoltatore anche meno smaliziato. Eppure lo stile forte di un’intrinseca complessità e di un’ardita struttura labirintica hanno fatto di Wim Mertens un vero e proprio maestro nella divulgazione della musica contemporanea che, tra citazioni e richiami, svolge la propria matassa in più direzioni, risalendo da quella classica alle origini stesse del minimalismo.

Molti lo collocano nella galassia indefinita dell’ambient music, affollata di suoni rarefatti e atmosfere statiche. Ma il compositore fiammingo ne rifugge la freddezza: “Il mio scopo – racconta – è comunicare le emozioni attraverso la musica e utilizzo prevalente- mente la melodia perché credo sia il miglior mezzo per esprimerle”.

Trent’anni anni fa Wim Mertens pubblicava “Struggle For Pleasure”, uno dei dischi che hanno fatto la storia della “new music” europea. E uno dei brani che è rimasto maggiormente nel cuore di un pubblico sempre più numeroso e appassionato. Il compositore e pianista belga, che continua con determinazione il suo cammino innovativo di ricerca e innovazione, propone in concerto le nuove composizioni contenute nel suo ultimo album “That which in not” (in cui propone il razionale con il giocoso, il “per divertimento solo” con il “dopo virtù”) e, per l’occasione, i brani composti nei primi anni della sua carriera. Pagine come “Close Cover”, “Struggle For Pleasure”, “4 Mains”, “Multiple 12” sono ormai considerati dei “classici” in tutto il mondo.